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La storia del partigiano Delinger, una scelta per la libertà PDF Stampa E-mail

livio piccinini delinger: presentazione del libro alle cucine del popolo, massenzaticoVenerdì 13 NOVEMBRE

h 20.00 cena

h 21.30 presentazione del libro Livio Piccinini "Delinger". Una scelta per la libertà.

Saranno presenti Livio Piccinini "Delinger" e il curatore del volume Franco Piccinini.
Interverranno Giacomo Notari (Presidente ANPI Reggio Emilia) e Mirco Carrattieri (Presidente Istoreco).

h 22.30 ~ canti partigiani

 

Livio Piccinini nasce a Cavriago nel "Casino" (ex Villa Scaruffi), nel 1924, penultimo di otto fratelli.
Terminate le scuole elementari a 12 anni inizia a lavorare presso la ditta di imballaggi di Pietro Bertani "Peder" e a 15 entra alle O.M.I. "Reggiane" come saldatore. Il 28 luglio del 1943 è testimone diretto dell'eccidio di nove degli operai che vogliono andare in città per chiedere la fine della guerra. Chiamato a militare, nell'aprile del 1944, fugge dalla caserma di Casale Monferrato e il 7 luglio 1944, assieme al fratello Giuseppe "Onin" e ad altri cavriaghesi si arruola nelle formazioni partigiane della montagna entrando a far parte del distaccamento "O. Beucci". Nell'agosto del 1944 assume il comando di una squadra e partecipa a vari scontri armati. Il 20 dicembre, di ritorno da una missione in pianura, a Cerredolo dei Coppi attacca con la sua squadra una macchina tedesca uccidendo il capitano Volker Seifert, comandante della Scuola anti ribelli dell'Emilia con sede a Ciano d'Enza e recuperando importanti documenti fra i quali elenchi di informatori e spie al soldo dei nazifascisti. Nel rientrare alla base si scontra con una pattuglia nemica disperdendola. A seguito di queste azioni dopo la Liberazione, sarà decorato con Medaglia di Bronzo al V.M.
Il 27 marzo del '45 partecipa all'Operazione Tombola organizzata dagli inglesi contro la V Sezione del Comando Generale tedesco in Italia di stanza a Villa Calvi e Villa Rossi presso Botteghe di Albinea. Dopo la Liberazione opera per un anno nella Polizia Annonaria e in seguito è assunto presso le O.M.I. Reggiane. Nel 1950-51 partecipa alla occupazione della fabbrica e dopo la fine della lotta gli viene affidata la gestione della Camera del Lavoro di Casina. Nel 1956 è trasferito alla Camera del lavoro di Gattatico e nel 1959 a quella di Cavriago dove rimane fino al 1963 quando viene richiesto come responsabile organizzativo della Federterra. Tre anni dopo è chiamato a ricoprire l'incarico di responsabile della Associazione delle Cooperative Agricole della Federcoop, ruolo che egli ricopre fino al termine del suo percorso professionale.

Presso Circolo Arci Cucine del Popolo
via Beethoven 78/e - Massenzatico (RE)

info 340 7693229  ||  facebook: Centro Studi Cucine del Popolo

 

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