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Il Centro Studi Cucine del Popolo PDF Stampa E-mail

Il Centro Studi Cucine del Popolo si è costituito dopo il convegno del 2004: "Le Cucine del popolo. La rivoluzione a tavola". Un solo giorno, nella prima Casa del Popolo italiana a Massenzatico, assieme a 500 persone entusiaste tanto quanto la sorpresa per l'affetto e il successo riscontrati. Da lì è iniziato tutto. Due anni dopo, nel 2006, la seconda puntata: "Le Cucine Letterarie. Tavola proletaria e narrativa sociale". Gionalisti, scrittori, poeti, studiosi, spettacoli, performance... Due giorni che hanno replicato il successo dell'edizione precedente. E ancora, ormai un appuntamento fisso e acclamato da più parti... la terza edizione nel 2008: "Le cucine dell'utopista. Viaggi, sogni, bisogni, rivoluzioni". La quarta edizione, "Le Cucine della Locomotiva. Visioni, migrazioni, movimenti, liberazioni", ha chiuso il 2010 esplorando la cucina dei viaggi e dei viaggiatori; per la prima volta si è partiti al venerdì e quindi 3 giorni totali di evento.
3 giorni riproposti a ottobre 2012, quando abbiamo festeggiato il decennale con il quinto convegno, "Le Cucine della Rivoluzione", i sogni e le proposte per una rivoluzione a tavola, proletaria, sperimentalista e solidale.

Con il 2013 una nuova sfida, la costituzine del Circolo Arci Cucine del Popolo, con un approdo fisso a Massenzatico presso "La Paradisa" di via Beethoven 87/e, il luogo magico gestito dalle compagne e dai compagni del paese di Prampolini, che già tante volte ci ha ospitato nei nostri convegni biennali. L'inizio di un nuovo percorso che ci vedrà attivi nella gestione di una parte della Paradisa con un'apertura serale settimanale, proposte culturali, gastronomiche e di solidarietà.
Il primo evento del neonato circolo è dedicato alla riproposizione di quella Resistenza che viene sempre più deturpata e svilita nella sua forza politica e radicale. Con "25 aprile SEMPRE!" si è costruito un primo appuntamento - replicato nel 2014 - di un percorso in divenire in grado di aggregare, incontrare, stimolare le tantissime persone accorse - sopra ogni aspettativa - sul tema dell'antifascismo anche nelle sue meno conosciute espressioni.

Nel 2014, con "Le Cucine della Solidarietà", torna anche il grande appuntamento biennale, per l'occasione all'insegna del celebre motto prampoliniano riattualizzato uniti siamo tutto, divisi siamo nulla.

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Giorgio Sacchetti

Cucine del Popolo 2012: anarchici ancora a tavola

Nel 2004 si inaugurò con successo il ciclo che a tutt’oggi prosegue: un laboratorio politico culturale unico nel suo genere. Un disegno complessivo che ha mosso gli organizzatori insieme a noi entusiasti partecipanti. Gli affollati convegni, la puntuale kermesse biennale, le iniziative di notevole spessore (con l’adesione di intellettuali, scrittori e personalità della cultura) hanno occupato uno spazio tematico non presidiato da nessuna delle numerose associazioni, talune meritorie, che si muovono nel grande caravanserraglio della divulgazione eno-gastronomica in Italia. Dopo le “cucine del popolo”, quelle “letterarie” (dedicate alla narrativa sociale), quelle dell’Utopista (sogni e bisogni) e della Locomotiva, si torna al tema centrale della Rivoluzione.

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Arturo Bertoldi

La "maledizione" di Veronelli e altre storie da leggere e ad ascoltare

Come tutte le avventure che si rispettano, anche le Cucine del Popolo iniziano con una "maledizione", uno scherzo del destino, un fatto imprevisto e imprevedibile.

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Gianandrea Ferrari

La vera storia delle cucine del popolo

Nel 2002 incontrai per la prima volta a Milano Gino Veronelli, durante un'iniziativa di movimento. Dopo le rituali presentazioni ci siamo fatti travolgere da una vivace discussione su vini e politica, editoria e anarchia.

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